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APPLICAZIONI

SETTORE MARINO

La resistenza delle leghe di rame alla corrosione dovuta all'acqua di mare, all'atmosfera ricca di sali e al biofouling sono note da tempo. Un esempio classico è costituito dalla leghe "ammiragliato", che sono ottoni col 30% di Zn e l'1% di Sn, in grado di resistere alla dezincificazione causata dall'elevata quantità di cloruri in ambiente marino.

Le leghe più utilizzate sono il cupronickel e i bronzi all'alluminio, i cui punti di forza risiedono nelle patine superficiali rispettivamente in ossido di rame e di alluminio, rinforzate dalla presenza di nickel e ferro, appositamente aggiunti alle leghe.
Questi ossidi sono resistenti e protettivi, in grado di sopportare velocità di flusso relativamente alte e la cavitazione. Inoltre, come tutte le leghe di rame, limitano o impediscono l'attaccamento di alghe e molluschi sulla loro superficie.
I cupronickel sono impiegati per gli scafi delle navi, nei condensatori, negli impianti di desalinizzazione e negli scambiatori di calore che usano acqua marina. Lastre in cupronickel vengono usate come rivestimento delle sostegni delle piattaforme off-shore e degli scafi delle navi.
I bronzi all'alluminio sono impiegati nelle tubazioni, pompe e valvole, piastre tubiere, nei fissaggi, negli alberi e altre parti a contatto con l'acqua potabile.

LE NAVI
Le prime proposte di rivestire gli scafi delle navi con il rame furono fatte nel 1708 e già a metà del XVIII secolo la Royal Navy (la Marina britannica) cominciò a proteggere così le sue navi, avendo capito che i benefici della velocità e del tempo di permanenza in mare superavano gli alti costi iniziali.
I risultati si videro nella celebre battaglia di Trafalgar, combattuta dalla flotta franco-spagnola contro quella inglese, comandata dall'ammiraglio Nelson a bordo della Victory.
Come è noto, vinsero gli Inglesi e tra i fattori che contribuirono alla vittoria ci fu anche il rame: i loro scafi, liberi da alghe e molluschi, permettevano una migliore manovrabilità e una più alta velocità in acqua. Viene riportato che lo scafo della Victory era ricoperto da 3923 fogli di rame fissati da circa 550.000 chiodi, sempre di rame.
L'"erede" del rame è il cupronickel, impiegato per rivestire gli scafi anche in Italia.

ACQUACOLTURA
Grazie alle proprietà metallurgiche e biologiche del rame, le sue leghe rappresentano il materiale ideale per le gabbie usate in acquacoltura, sia sommerse che in superficie, sia sottocosta che in mare aperto. Le reti delle gabbie in lega di rame inibiscono la crescita del biofouling in maniera naturale, migliorando il flusso e la circolazione ed inibendo la crescita di patogeni e parassiti che possono infettare i pesci. Questo riduce la necessità di antibiotici e prodotti anti-fouling, ed abbassa i costi associati alla manutenzione e i rischi dei subacquei. La resistenza meccanica e chimica delle reti in lega di rame elevatissime e al termine della loro vita utile, la loro riciclabilità è completa.   La tecnologia delle reti in rame cominciò nel 1975 con un recinto per l'allevamento di salmoni nel nord-est degli Stati Uniti. Da allora, la tecnologia delle leghe si è evoluta ed ora è applicata con successo in Cile, Giappone ed Australia, fornendo soluzioni produttive e sostenibili per gli l'allevamento dei pesci. Per ulteriori informazioni, vai sulla pagina del sito ECI dedicata all'acquacoltura

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