
Presentazione
Alessandro Mendini presentazione per Andrea Ponsi
Andrea Ponsi lavora su una difficile equazione: quella di infondere la poesia negli
oggetti attraverso una rigorosa astrazione tecnologica. Mi sembra questa la sua più
sottile e più sensibile scommessa. Nell'uso del rame, suo materiale privilegiato, è da
anni un maestro. Con il tubo, il giunto e la lastra di rame infatti, con i colori così
magici, musicali e naturali di questo arcaico materiale, sviluppa un gioco inesauribile di
alambicchi visivi proprio come fosse un alchimista. Il suo è un racconto gentile e
infinito scritto con pochi elementi geometrici essenziali, dove l'attitudine cartesiana si
sublima in una rarefatta estetica di spazi scanditi. Il gioco si svolge fra linee dritte e
curve, antenne, ritmi e pause, ascisse e ordinate quali presenze di misurazione di uno
spazio metafisico.
Dal ricordo leonardesco della
precisione delle macchine volanti, al fascino moltiplicatoriodei moduli di Wachsmann, alle
righe energetiche dei costumi teatrali di Schlemmer, alla esile delicatezza vibratile dei
fili metallici nei teatrini di Melotti: così si arriva ad Andrea Ponsi, il cui
tecnologismo non è "high", ma nemmeno "new", è invece poetico ed
estetico: POE-TECH. E' fatto di strutture lievi, antiche, basiche, elementari, oscillanti
e cosmiche, elaborato a mano per risolvere nel gesto il drammatico baratro fra progetto e
costruzione che ossessiona la contemporaneità.
E' la scommessa intellettuale di un
futuro dove la bottega rinascimentale mantenga il suo credito accanto alla odierna
concezione virtuale.
Il progetto spaziale di Ponsi,
tanto negli oggetti che ne sono i nodi, quanto negli ambienti che ne sono la dilatazione e
lo svuotamento, si articola sul montaggio dei significati visivi chedi volta in volta egli
intende dare al suo alfabeto, un insieme di purissimi stilemi da lui usato così come il
musicista usa lo spartito e come il poeta usa il verso e la rima.