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Un Trofeo per il 2000 - I Trofei per il 2000

GIJS BAKKER
Questo trofeo fa parte del mio progetto Shot (sparo).
Con Shot cerco una espressione attiva, come la pallottola trova la sua strada quando lascia la pistola.
La cosa più importante non è il foro ma lo Shot e la direzione da cui la pallottola proviene.
Lo Shot nel caso del trofeo rappresenta una reazione alla dinamica del vincitore.
La forma morbida dell'ovale e il suo peso danno una emozione tattile e calda nell'atto della consegna del trofeo nelle mani del vincitore; l'oggetto si riduce poi a liscio contenitore dell'attestato della vittoria.

materiale: ottone dorato
dimensioni:Ø cm 10.5x30h
realizzazione: Officine Verbano (Milano)

KONSTANTIN GRCIC
Il mio interesse per il trofeo sono gli eventi sportivi dove il tempo è un fattore chiave. Finire in un tempo determinato......correre contro le lancette.... sfidare la "barriera del suono" del tempo....
Per me i 100 metri sono la disciplina più classica dove il tempo gioca un ruolo decisivo. L'atleta compete con i suoi avversari, ma soprattutto contro il tempo.
Se consideriamo le gare dei 100 metri degli ultimi dieci anni, il nome dell'atleta è sempre associato al tempo della sua vittoria.
Ricordiamo il primo atleta che è arrivato sotto i 10 secondi...!
Oggi il record mondiale lo detiene il canadese Donovan Bailey.
Il suo tempo di 9.84 sec. è rimasto imbattuto per quasi due anni! L'idea di questo trofeo è di catturare o congelare il tempo vincente come un documento che rappresenta il risultato ottenuto dall'atleta.
Quello che conta non è l'ordine d'arrivo, ma il tempo con cui si arriva al traguardo.

materiale: ottone cromato
dimensioni: Ø cm 45x5h
realizzazione: Artlazza (Monselice, PD)

MATTHEW HILTON
Gli anelli. Un cerchio continua all'infinito: non c'è inizio né fine.
Questa forma è concepita per tenere alto il trofeo alla premiazione.
Ci sono tre dimensioni: per il primo, il secondo e il terzo posto. Il diametro di ogni anello è studiato per essere messo in relazione con il corpo umano: il più piccolo si può stringere nella mano, il medio può essere infilato al polso e il più grande si può appoggiare sulla testa.
Il vincitore ottiene il trofeo più grande, che è più visibile, più prezioso e orna la testa come una corona o una ghirlanda. C'è un riferimento al simbolo olimpico, al primato e all'intelligenza.

materiale: rame naturale satinato
dimensioni: Ø cm 26xØ 4.5
realizzazione: Penello (Vigodarzere, PD)

MASSIMO IOSA GHINI
Lo sport è sinonimo di corretta competizione, l'obbiettivo il premio, spesso un simbolo. Mentre in altre discipline il premio è più sfumato, nello sport il lungo atto della preparazione ambisce al momento finale, in cui si chiude lo sforzo e si afferma il migliore.
Un atto dinamico in cui è racchiusa energia e forza, rappresentabile da una esclamazione affermativa.

materiale: ottone dorato
dimensioni: cm 15x15x58h
realizzazione: Artlazza (Monselice PD)

JAMES IRVINE
Le calze di Bjorn Borg, una zolla di San Siro dopo il derby Inter-Milan, un guantone da pugilato fatto da Leone, il carburatore di Schumacher, gli occhiali da sci di Alberto Tomba, il rasoio di Pantani, le scarpe da calcio di Ronaldo, il paradenti di gomma di Mike Tyson, il casco di Max Biaggi, la frusta di Aceto, il microchip di Big Blue, il tee per la pallina da golf di Costantino Rocca.
Ci sono centinaia di possibili oggetti che possono celebrare i grandi momenti sportivi.
Questi oggetti sono unici e di grande valore sentimentale.
Comunque se questi oggetti sono tenuti come 'tesori' hanno bisogno di contenitori che possono essere di diverse dimensioni, a seconda dell'oggetto da contenere.
Una targhetta spiega l'oggetto, chi lo ha usato e quando.

materiali: rame argentato satinato
dimensioni: Ø cm 20x41.5h
realizzazione: Penello (Vigodarzere, PD)

DEFNE KOZ
Il mondo dello sport è forse l'unico che davvero è entrato nella fantascienza: abiti colorati o metallizzati, scarpe con meccanismi pneumatici che si fondono con i muscoli, attrezzi di materiali sofisticati...
Ma rimango sempre stupita quando vedo le coppe durante le premiazioni: sempre tradizionali, quasi un po' kitsch; non sembrano essere intaccate nel tempo.
Ho pensato a una coppa con un'immagine più contemporanea, con una proporzione diversa. L'arco che sostituisce le maniglie tradizionali enfatizza il gesto della vittoria dell'atleta premiato: l'unico elemento che, credo, debba rimanere immutato nel tempo.

materiali: rame cromato lucido e satinato
dimensioni: cm 17xØ 57
realizzazione: Penello (Vigodarzere, PD)

CHRISTOPHE PILLET
Ho cercato un oggetto singolo, il più semplice possibile, in grado di definire una gerarchia. Volevo un oggetto universale che si capisce dappertutto, e che non sia legato a una disciplina specifica.
Cercavo anche un oggetto il più funzionale possibile, il più astratto possibile, dove il valore non fosse contenuto nella forma o nell'espressività, ma nel suo collegamento con chi lo vince: N_ 1, N_ 2, N_3...etc

materiali: ottone nikelato
dimensioni: cm 20x4x29h
realizzazione: Officine Verbano (Milano)

DANIELA PUPPA
Arrivare primi, vincere un trofeo, innaffiare i tifosi con il bottiglione di champagne... Sono momenti magici, di grande emozione, dove il campione alza la coppa in alto verso il cielo e... meno male!
Perché questi premi allineati su scaffalature cupe, dietro scrivanie ingombranti, diventano spesso oggetti brutti e tristi, che nulla ricordano momenti entusiasmanti e gioiosi.
Credo che anche per un trofeo si possa pensare a un oggetto che, nel tempo, esprimerà una qualità poetica ed estetica.
Questa è una ottima occasione.

materiali: ottone brunito e nikelato
dimensioni: Ø cm30x47h
realizzazione: Artlazza (Monselice, PD)

MARC SADLER
"......l'ultima guerra mondiale.......arrivano gli americani.
IKE sfila sugli Champs-Elysées con la mano alzata e le dita che formano una V.
Diventerà il simbolo internazionale della Vittoria".
In questo progetto il rame utilizzato per il trofeo rappresenta una grande V....o una grande ala......vittoria......trionfo.....libertà.....aria.

materiali: rame invecchiato bocciardato
dimensioni: cm 15x30x50h
realizzazione: da Artlazza (Monselice, PD)

DENIS SANTACHIARA
Una coppa destinata a un riconoscimento agonistico deve portare con sé l'idea di movimento ma anche l'aleatorietà della vittoria sportiva, in fondo mai definitiva, infatti ogni vincita richiama una rivincita.
Questa coppa costantemente instabile come la vittoria, ma sempre in piedi come un campione, si propone di rappresentare l'invenzione dello sport come record e poetica del movimento, nonché come performance vittoriosa sulla insopportabile gravità.

materiali: rame naturale satinato e cromoato
dimensioni: Ø cm 25x48h
realizzazione: Penello (Vigodarzere, PD)

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