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Resistenza alla corrosione

Cosa sono le correnti vaganti?
La corrosione per correnti vaganti è provocata da correnti elettriche continue che abbandonano il loro percorso "intenzionale", si disperdono nel terreno e penetrano in altre strutture metalliche, per poi fuoriuscire nuovamente; laddove ciò avviene si verifica la corrosione.
Nel caso dei tubi, la corrosione presenta una morfologia molto caratteristica: parte dall'esterno formando un cratere conico il cui vertice via via procede verso l'interno.
Se passiamo ora ad analizzare il caso degli impianti in tubo di rame, possiamo affermare che alcuni importanti fattori limitano notevolmente la frequenza e la pericolosità del fenomeno:
a) nelle abitazioni domestiche non si usano correnti continue;
b) la resistenza elettrica offerta dalla malta cementizia, entro cui sono annegati i tubi negli edifici, è decisamente superiore a quella posseduta comunemente dai terreni;
c) la resistenza complessiva è ulteriormente incrementata dall'isolamento offerto dalle ben note guaine plastiche di rivestimento;
d) la rete delle tubazioni, in base alla norma CEI 64-8, deve essere collegata equipotenzialmente ad un impianto di messa a terra efficiente, che scarica le correnti attraverso idonei dispersori.
Per concludere è necessario sottolineare che l'esperienza ultra-trentennale dimostra come la corrosione per correnti disperse all'interno degli edifici sia limitata ad episodi rarissimi e certamente non determinanti ai fini della scelta del materiale.
Frequentemente si demonizza la presunta pericolosità di questo fenomeno, ma l'argomento è, nella maggior parte dei casi, sfruttato per fini molto meno nobili della prevenzione.

Il rame è compatibile con i comuni cementi?
Sì. Il rame è compatibile con i normali materiali tradizionalmente usati in edilizia, come mattoni, intonaci, gessi e calcestruzzi derivati dal cemento Portland: il rame si presta ad essere messo sotto traccia senza problemi.
Bisogna sottolineare che questi non devono contenere additivi (per aumentare la fluidità o la conducibilità), e che l'acqua usata per rendere plastico il calcestruzzo, deve essere priva di cloruri, nitrati e solfati. Da evitare il contatto con il cemento rapido, che contiene derivati ammoniacali nocivi per il rame.

Posso accoppiare il rame con altri metalli o materiali comunemente usati in edilizia?
Sì, con alcuni accorgimenti. In genere non ci sono problemi negli accoppiamenti rame-legno e rame-acciaio inox, mentre è da evitare quello rame-acciaio zincato (non si devono appoggiare elementi strutturali di rame su zinco o acciaio zincato, poiché la maggiore nobiltà degli ioni rame trasportati dall’acqua piovana provocano la loro deposizione sullo zinco con la corrosione di quest’ultimo. La situazione inversa, cioè zinco su rame, non crea problemi, anche se è preferibile evitare punti di contatto).
Il contatto rame alluminio va bene se quest’ultimo è anodizzato, ma anche in questo caso si preferisce evitare il contatto diretto, magari interponendo un materiale non conduttore.
Il rame può venire a contatto anche con cemento, gesso, calce e le malte cementizie più usate in edilizia; l’unica eccezione è costituita di cementi rapidi, che contengono derivati ammoniacali.
Infine non è consigliato usare il rame per la raccolta delle acque meteoriche da superfici bituminose non protette poiché I derivati bituminosi, sotto l’azione degli UV sono fortemente acidi.

Esistono vernici che evitino l’ossidazione del tetto in rame “metallico”?
Sì, per esempio la “Incralac", che è un vernice a solvente a base di resine acriliche. Contiene benzotriazolo che agisce come inibitore di corrosione, impedendo l’opacizzazione del metallo sottostante (il “tarnishing”). Resiste agli UV, ed ha dimostrato 10 anni di efficacia.

Quali sostanze sono pericolose per il rame?
Possiamo affermare che il rame ha pochi “nemici”: ciò è dovuto alla suo alto potenziale elettrochimico e al fatto che forma molti sali resistenti e protettivi sulla sua superficie.
L’ammoniaca e i suoi derivati, gli ambienti acidi in genere (soprattutto gli acidi forti ossidanti come il nitrico e il solforico in misura molto minore) possono dare problemi corrodendo il rame.

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