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Tetti

Quali vantaggi si hanno con un tetto in rame?
Il rame, come è noto, è un materiale che a contatto con gli agenti atmosferici si auto-protegge, poiché forma sulla sua superficie dei sali resistenti e protettivi. Quindi il tetto in rame dura nel tempo (potremmo dire: è quasi eterno!), senza deteriorarsi. La sua facile lavorabilità fa sì che anche i dettagli più difficili possano essere eseguiti senza particolari problemi dall’installatore e - se viene eseguito a regola d’arte- non ha bisogno di pulizia o manutenzione.
Oltre ai pregi estetici ed economici (il materiale rottamato ha un elevato valore di recupero), bisogna anche sottolineare la resistenza alle alte temperature e l’incombustibilità, il basso coefficiente di dilatazione termica e la leggerezza: circa ¼ dei tradizionali tetti in tegole.

Il tetto in rame attira i fulmini?
No. Non bisogna pensare che i materiali con la massima conduttività elettrica siano quelli che attirano i fulmini o l'elettricità in genere; contano solamente le caratteristiche geomorfologiche, cioè la forma e la posizione.

Esistono vernici che evitino l'ossidazione del tetto in rame "metallico"?
Sì, per esempio la "Incralac", che è un vernice a solvente a base di resine acriliche. Contiene benzotriazolo che agisce come inibitore di corrosione, impedendo l'opacizzazione del metallo sottostante (il "tarnishing"). Resiste agli UV, ed ha dimostrato 10 anni di efficacia

Come posso evitare le tracce dovute al dilavamento del tetto o della gronda in rame?
L'acqua che gocciola dalle superfici metalliche può trasportare particelle di sporco e ossidi, che possono depositarsi sulle superfici sottostanti, specie se porose.
In genere, per evitare gli effetti negativi del dilavamento, il progettista deve rispettare due regole:
- i bordi della gronda o della scossalina devono sporgere di 40-60 mmdagli elementi strutturali sottostanti
- le scossaline devono essere eseguite con una pendenza sul lato tale da evitare gli effetti degli sgocciolamenti

Il rame rilasciato da tetti, gronde e pluviali interagisce con l’ambiente?
La quantità di rame che viene rilasciata dalle coperture durante le precipitazioni atmosferiche è trascurabile e si può valutare in qualche grammo all’anno per metro quadro. Una volta che raggiunge il terreno, la maggior parte di questo rame reagisce formando sali insolubili e inerti, che non possono ulteriormente reagire con l’ambiente e gli organismi circostanti: tali composti non sono quindi “bio-disponibili”.
Pertanto non c’è bisogno di speciali installazioni o dispositivi di filtraggio per catturare il rame rilasciato dalle coperture, dal momento che questo processo viene già fatto dalla natura.

Dov'è che posso mettere il rame sui tetti?
Dappertutto. Il rame è un metallo molto malleabile, quindi è facilmente lavorabile. Così si possono eseguire i dettagli architettonici più difficili, anche senza il rischio di infragilimento a basse temperature. La resistenza alla corrosione garantisce non solo la durata nel tempo, ma anche assenza di pulizia e manutenzione (purché la progettazione sia eseguita a regola d'arte, ovviamente!); si tenga conto anche della bassa dilatazione termica, della leggerezza (circa 1/4 di quelli in tegole) e del fatto che il rame è un materiale incombustibile.

La patina verde artificiale è fragile? Viene via con la pioggia?
No. La patina verde non è una vernice sottile aderente al rame, ma è un sale resistente e protettivo che fa un "tutt'uno" col metallo sottostante. Per questo motivo si possono piegare e lavorare le lastre preossidate e preinverdite come se fossero quelle di rame metallico.
Essendo poi questa patina "naturale" (cioè si formerebbe comunque, anche senza il processo industriale), non teme gli agenti atmosferici.

Posso accoppiare il rame con altri metalli o materiali comunemente usati in edilizia?
Sì, con alcuni accorgimenti. In genere non ci sono problemi negli accoppiamenti rame-legno e rame-acciaio inox, mentre è da evitare quello rame-acciaio zincato (non si devono appoggiare elementi strutturali di rame su zinco o acciaio zincato, poiché la maggiore nobiltà degli ioni rame trasportati dall'acqua piovana provocano la loro deposizione sullo zinco con la corrosione di quest'ultimo. La situazione inversa, cioè zinco su rame, non crea problemi, anche se è preferibile evitare punti di contatto).
Il contatto rame alluminio va bene se quest'ultimo è anodizzato, ma anche in questo caso si preferisce evitare il contatto diretto, magari interponendo un materiale non conduttore.
Il rame può venire a contatto anche con cemento, gesso, calce e le malte cementizie più usate in edilizia; l'unica eccezione è costituita di cementi rapidi, che contengono derivati ammoniacali.
Infine non è consigliato usare il rame per la raccolta delle acque meteoriche da superfici bituminose non protette poiché I derivati bituminosi, sotto l'azione degli UV sono fortemente acidi.

Il tetto di rame amplifica il rumore della pioggia?
No. Pur essendo un metallo, il rame è piuttosto tenero, quindi "assorbe" meglio l'urto delle gocce di pioggia, rispetto ad altri supporti metallici. Per eliminare il problema sono in commercio tavolati e supporti fonoassorbenti.

Dopo quanto tempo il rame esposto all'aria - come nel caso dei tetti- diventa di colore verde?
Dipende. La formazione della patina ( che è un sale verde di composizione chimica variabile ) è un processo che dipende dalla composizione dell'atmosfera ( quindi dall'umidità e dalla salinità dell'aria) e dall'inclinazione del tetto. Il verde si raggiunge entro 4-6 anni in zone costiere (ma spesso anche più velocemente), e oltre i 50 delle aree montane.

Come faccio ad avere un tetto verde senza aspettare così tanto tempo?
E’ possibile utilizzare un laminato di rame pre-inverdito la cui caratteristica fondamentale è di presentare sulla superficie una patina prodotta industrialmente ma, praticamente, identica a quella naturale.
Anche le altre proprietà chimico -fisiche , caratteristiche tecnologiche sono identiche ed infatti questo laminato è lavorabile con le medesime tecniche del rame naturale.
Una seconda possibilità è quella di trattare superficialmente il rame con soluzioni chimiche al fine di ottenere la colorazione verde “sul posto”, per esempio in cantiere.
In letteratura scientifica si trovano un discreto numero di formule per produrre soluzioni idonee allo scopo suddetto.
Tuttavia bisogna sottolineare gli svantaggi di questa pratica, poiché oltre alle difficoltà che si incontrerebbero nella ricerca e combinazione delle sostanze necessarie, molto problematico è l’ottenimento di un risultato accettabile.
Infatti il colore e l’adesione al rame della patina verde variano fortemente in funzione delle condizioni di applicazione (ad esempio: temperatura, umidità atmosferica, ecc…) oltre che dalla concentrazione della soluzione: per questa ragione i risultati potrebbero essere anche molto scadenti.

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