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VRA

Cos’è il VRA per il rame?
Il VRA (Voluntary Risk Assessmment) per il rame è uno studio scientifico esaustivo per valutare i rischi potenziali per l’uomo e per l’ambiente derivanti dalla produzione, utilizzo e fine vita del rame metallico, delle polveri di rame e di quattro suoi composti.

E’ uno studio affidabile?
Sì, l’intero procedimento è stato concertato fin dall’inizio con l’Istituto Superiore di Sanità che ha esaminato le procedure, fornito una guida sulle metodologie e riveduto i risultati.
Tutto il lavoro è cominciato nel 2000 e, dopo una bozza intermedia nel 2005, il documento finale ha ricevuto l’approvazione del Comitato Tecnico sulle Sostanze Nuove ed Esistenti della Commissione Europea nell’aprile del 2008.
Il VRA ha preso in esame solo ricerche “peer rewiev”; il documento finale è di ben 1800 pagine!

Chi ha finanziato il VRA?
I membri dell’Istituto Europeo del Rame, che sono le società leader del settore estrattivo, i maggiori produttori europei di rame e i loro clienti di grandi e medie dimensioni.
Il VRA è costato in totale 8 milioni di €.
Si noti che l’Industria del rame è stata la prima a portare a termine un VRA

E sulla salute umana cosa ha stabilito il VRA?
Il VRA ha stabilito che l'utilizzo dei prodotti di rame risulta, in generale, sicuro per l'ambiente e per la salute dei cittadini dell'Europa.
Non ci sono problemi per le persone, neppure per i lavoratori che operano a contatto diretto con il rame: durante le operazioni di insaccamento delle polveri, se si adottano procedure automatizzate o si usano le attrezzature per la protezione delle vie respiratorie, non ci sono rischi.
Il VRA ha mostrato che il rame non è un materiale CMR (cancerogeno, mutageno, dannoso per la riproduzione) o PBT (persistente, bio-accumulante, tossico).

Altre conclusioni?
Possono essere lette qui. E’ interessante paragonare l’apporto minimo raccomandato di rame (1 mg/giorno), quello reale della dieta (0,6-2,0 mg/giorno) e la soglia massima (11 mg/giorno): significa che i problemi per la salute derivano non tanto dall’eccesso, ma dalla carenza di rame…

Il rame è un metallo pesante e quindi tossico?
No: le ricerche del VRA hanno mostrato che il rame non è un materiale CMR (cancerogeno, mutageno, dannoso per la riproduzione) o PBT (persistente, bio-accumulante, tossico).
Detto questo, è però doveroso fare una puntualizzazione:
primo: non esiste una definizione di metallo pesante da parte delIo IUPAC (International Union of Pure and Applied Chemistry);
secondo: la “pesantezza” è una proprietà legata alla densità, non all’effetto sulla salute;
terzo: la tossicità di una sostanza dipende dal suo stato chimico e dalla sua quantità.

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