
Possiamo riassumere le fasi dei principali processi
con la premessa che considereremo solamente minerali solforati e a basso tenore, in quanto
più largamente disponibili.
- Estrazione
I minerali di rame sono ricavati da miniere sia a
cielo aperto sia in galleria ed i metodi utilizzati non si caratterizzano in modo
particolare rispetto a quelli ormai tradizionali anche per altri minerali.
- Frantumazione e macinazione
Il minerale, che contiene una rilevante quantità di
inerti (ganga) viene ridotto, per mezzo di potenti mulini, a una polvere di adeguata
granulometria al fine di ottimizzare il trattamento successivo.
- Flottazione
Questa operazione consente la separazione delle
frazioni contenenti il rame dagli inerti; la polvere, emulsionata con liquidi
tensioattivi, viene immessa in grandi vasche da dove si asporta lo strato schiumoso
superficiale che contiene le particelle più ricche di rame. Infatti, grazie alla
selettiva tensione superficiale, i solfuri si ricoprono di minute bollicine di
tensioattivo, che impediscono il contatto con lacqua, e sono trascinati verso l'alto
dall'aria che viene fatta gorgogliare nella vasca. La concentrazione di rame ottenibile
può variare dal 30 al 50% in funzione del tenore del minerale di partenza.
- Concentrazione
I fanghi sono essiccati meccanicamente
prima dell'immissione nel forno di arrostimento in quanto una elevata quantità d'acqua
produrrebbe uno spreco di energia termica per la sua evaporazione; si ottiene così un
composto prevalentemente a base di minerali solforati.
- Arrostimento
La concentrazione procede poi per via termica;
si diminuisce così il tenore dello zolfo presente sfruttando la sua più elevata
affinità chimica con l'ossigeno rispetto al rame.
- Fusione e conversione
Nel forno si procede alla fusione del concentrato in
ambiente reso ossidante per mezzo di insufflaggio di aria od ossigeno nel bagno ottenendo
la formazione di SO2 gassosa, che si separa dal metallo liquido; l'aggiunta di silicio
inoltre permette l'eliminazione del ferro presente; esso forma la scoria, composta
prevalentemente da silicati, che galleggia e viene asportata per sfioramento.
- Raffinazione termica
Questo trattamento viene effettuato allo scopo di ridurre ulteriormente la concentrazione di impurezze nel
rame e, pur rappresentando praticamente la prosecuzione dell'operazione precedente, può
essere effettuato in apparecchiature e tempi differenti. Il metallo fuso viene trattato
nuovamente con insufflaggio di aria od ossigeno e successiva scorifica delle impurezze; in
questa fase si riossida parzialmente anche il bagno. Successivamente si procede alla
riduzione del tenore di ossigeno introducendo nel forno un tronco verde di pino che,
bruciando, sprigiona vapore acqueo ed altri gas riducenti. Questa operazione è chiamata
"pinaggio". Questo trattamento generalmente permette di ottenere gli anodi che
saranno poi sottoposti alla raffinazione elettrolitica; tuttavia, se la raffinazione
termica è estremamente accurata, è possibile utilizzare il rame così ottenuto
direttamente per la produzione di alcuni semilavorati.
- Raffinazione elettrolitica
E' il processo che permette di ottenere i massimi livelli di purezza del rame. Viene effettuata
con il processo ad anodo solubile in vasche contenenti una soluzione di solfato di rame ed
in cui gli anodi si al ternano con i catodi. Questi ultimi sono costituiti da lamierini
sottili di rame ad elevata purezza di origine elettrolitica. Tra anodi e catodi, immersi
nella soluzione conduttrice elettricamente, viene fatta circolare una corrente elettrica
che dissolve l'anodo in ioni i quali, migrando attraverso la soluzione, vanno a
depositarsi sul catodo. Regolando opportunamente i parametri di differenza di potenziale e
di intensità di corrente, il processo permette di ottenere una deposizione selettiva del
rame nei confronti degli altri metalli che costituiscono le impurezze. I metalli meno
nobili del rame restano in soluzione, i più nobili precipitano nei fanghi da cui sono
periodicamente separati con evidenti vantaggi economici. Il processo si interrompe con
l'esaurimento degli anodi, i catodi vengono così estratti ed inviati alle lavorazioni
successive o al commercio. Oggi circa il 90% del rame estratto dalle miniere viene
raffinato secondo questo procedimento.
- Rifusione e colata
I catodi non possono essere lavorati per deformazione plastica direttamente; essi sono infatti
costituiti da materiale incoerente e devono pertanto subire una rifusione. Questa è
un'operazione delicata in quanto una errata conduzione del forno porterebbe a un
inquinamento del metallo; al contrario in questa fase è ancora possibile intervenire sul
bagno, modificandone la composizione, per ottenere proprietà particolari. Il metallo
liquido periodicamente viene estratto dal forno e conservato in apposite siviere o in
forni di attesa per le conseguenti operazioni di colata. Quest'ultima avviene oggi
prevalentemente con processi di colata continua, per la vergella, e semicontinua per
billette e placche. La forma del metallo solido è ottimizzata in funzione del
semilavorato da produrre: vergella per ottenere fili, billette per tubi e barre, placche
per lamiere e nastri.