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Rame e Salute
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RAME E SALUTE

RAME CONTRO LA LEGIONELLA

Il batterio della legionella può vivere in ambienti artificiali come tubazioni, serbatoi, impianti idrici e di condizionamento degli edifici; esso è responsabile della legionellosi, una grave forma di polmonite, a volte perfino letale, che si contrae solo inalando piccole goccioline "contaminate" da questi batteri, che poi si annidano nei polmoni.
Questa specie di "aerosol" è più comune di quanto si pensi: si forma durante il funzionamento di docce, grandi impianti centralizzati di condizionamento, vasche idromassaggio, apparecchiature medicali, ma anche fontane, torri di raffreddamento, sistemi antincendio ecc..
La prevenzione si effettua a partire dalla fase di progettazione: per gli impianti idrico-sanitari uno dei fattori chiave è la scelta del materiale delle tubazioni. Molte ricerche hanno infatti concluso che nei tubi di rame il numero di legionelle presenti è più basso rispetto ai tubi in plastica e in acciaio; anzi: il rame è l'unico materiale usato nell'impiantistica ad avere proprietà antibatteriche.
Le ricerche hanno anche evidenziato che le tubazioni di rame limitano lo sviluppo del biofilm: ciò è importante, poiché è proprio all'interno del biofilm che i batteri possono trovare nutrimento e protezione.

Le proprietà batteriostatiche del rame e delle sue leghe non sono ristrette solo alle tubazioni di acqua potabile, ma sono applicabili alle superfici con cui una persona viene spesso a contatto, come per esempio maniglie, corrimano, rubinetti ed altro ancora.
Un recente studio condotto all'interno di un ospedale ha misurato la sopravvivenza di batteri su superfici di diversi materiali: sugli oggetti in lega di rame c'era oltre il 90% di microrganismi in meno rispetto a oggetti simili, ma fatti in materiali più comuni, come l'acciaio inox.


II - RICERCA 2003 DEL KIWA WATER RESEARCH
Il KIWA Water Research, un prestigioso istituto di ricerca e certificazione olandese specializzato in temi ambientali e relativi alle acque, ha condotto uno studio per esaminare l'influenza dei materiali delle tubazioni più diffuse (rame, acciaio inox e PE-X) sullo sviluppo della legionella. Ciò è stato effettuato attraverso tre impianti (uno per ciascun materiale) che simulavano il normale funzionamento di un impianto domestico di acqua potabile, con le relative fasi di ricircolo, circuito aperto, shock termici. La temperatura dell'acqua è stata mantenuta a 37°C, cioè quella di massimo sviluppo della legionella.
Uno dei dati più significativi per valutare l'influenza del materiale è la velocità di sviluppo del biofilm - che fornisce nutrimento e protezione ai batteri - misurato indirettamente attraverso il livello di ATP (l'adenosin-trifosfato), una molecola presente in tutti gli organismi viventi; la velocità media è stata di 3,4 pg di ATP per cm2 al giorno nel tubo di rame, 3,8 nel tubo d'acciaio e 14,8 nel tubo di PEX (cioè 4,3 volte maggiore rispetto al rame).
Un altro parametro importantissimo è la quantità di legionella all'interno del biofilm, che conferma l'influenza del materiale delle tubazioni: tenendo conto di tutte le misure effettuate, il massimo valore trovato per il tubo di rame è di 600 cfu/cm2, contro gli 8.000 cfu/cm2 dell'acciaio e i 20.000 cfu/cm2 del pex (cfu è acronimo inglese di unità formanti colonie, parametro che indica approssimativamente la quantità di batteri).





III - RICERCA 2007 DEL KIWA WATER RESEARCH
La successiva ricerca effettuata dal KIWA Water Reseach ha esaminato più a fondo l'effetto combinato materiali-temperatura, studiando la proliferazione dei batteri anche a 25°, 55°C e 60°C, valori scelti in base a parametri normativi/legislativi olandesi.
In questa nuova ricerca è stato aggiunto un quarto impianto in PVC-c e la lunghezza delle tubazioni è stata aumentata a 15 m.
A 25° è stato osservato che la legionella poteva sopravvivere nell'acqua e nel biofilm negli impianti in PeX-a, PVC-C acciaio inox, ma non era rilevabile in quello con i tubi di rame. A 55°C la legionella subiva pochissime "perdite", o addirittura nessuna, nell'acqua dei tubi in PeX-a, PVC-C e acciaio, mentre in quelli rame scompariva completamente ( e già crollava a 50°C).
Bisognava giungere a fino a 60° C per osservare la completa disinfezione anche negli altri materiali.
Ma il rame ha contrastato lo sviluppo della legionella fin dal principio: la colonizzazione dell'impianto in rame ha richiesto molti sforzi; nel corso dello studio si sono dovute effettuare complessivamente 5 inoculazioni di legionelle in più rispetto agli impianti degli altri materiali: gli stessi ricercatori hanno sottolineato che "la lunghezza dei periodi di avviamento è stata determinata solamente dalla lenta crescita e a volte perfino dalla morte delle legionelle nei tubi di rame".

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